Titolo Proprio: Civetta (Athene Noctua)
Autore: Cristoforo Coriolano
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 545
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F34
Datazione Stimata: 1599
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 333 x 333
Tag: Atena, Minerva, nottola, crepuscolo

L'immagine ritrae una civetta posata su un albero. Rapace notturno si distingue per l'assenza di ciuffi auricolari e per la grandezza del capo rispetto al corpo. Aldrovandi la identifica tra le più piccole rapaci notturne e ne descrive con precisione il comportamento visivo: non è cieca di giorno, ma la luce intensa ne indebolisce la vista, vede meglio in condizioni intermedie come all’alba e al tramonto. Caccia quindi principalmente nelle ore crepuscolari, nutrendosi di piccoli animali e contribuendo anche al controllo dei roditori nelle abitazioni. Il suo verso è soggetto a varie interpretazioni: un canto serale è segno di bel tempo, mentre un verso insistente preannuncia la pioggia. Nella tradizione latina la civetta è spesso considerata presagio di morte, mentre nel contesto greco, soprattutto ad Atene, è associata a Minerva, e simboleggia sapienza e vittoria, come nella battaglia di Salamina. Aldrovandi documenta inoltre diversi impieghi terapeutici attribuiti all’animale — tra cui l’uso del cervello per il trattamento di dolori e infiammazioni, nonché preparati destinati alle affezioni oculari — affiancati da credenze di carattere più marcatamente superstizioso, come quella secondo cui gli occhi della civetta, applicati al corpo umano, sarebbero in grado di provocare alternativamente il sonno o la veglia.
Bibliografia:
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