Titolo Proprio: Upupa con erba pannicolata simile al falaride
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Identificativo: 35 [3] 16-A II.185
Collocazione: p. 704
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F39(HOOPOE)
Datazione Stimata: 1600
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 25 x 16,5
Tag: uccello , erba magica , nido , Alberto Magno

Descrizione:

L’illustrazione raffigura un’upupa, uccello ritenuto di straordinaria bellezza e per questo talvolta chiamato “uccello del paradiso”. Aldrovandi ne studiò personalmente un esemplare, acquistato al mercato nell’agosto del 1589 e successivamente dissezionato. In particolare osservò la lunga cresta, sostenuta da un unico muscolo carnoso collocato in una cavità tra il vertice del capo e l’inizio del becco.
L’upupa era inoltre conosciuta per le sue grida e per l’ingegnosa difesa del nido e dei piccoli. Claudio Eliano racconta infatti che l’animale ricoprisse il nido con sterco umano invece che con il fango, così da allontanare gli uomini tramite il fetore insopportabile. Alberto Magno offre invece un’altra interpretazione, sostenendo che ciò avvenisse per proteggere il nido dagli animali velenosi, poiché quello sterco avrebbe posseduto proprietà benefiche contro i veleni.
Secondo Alberto Magno, l’upupa era anche simbolo di devozione filiale: i piccoli si prendevano cura dei genitori ormai anziani, nutrendoli quando perdevano le piume e restituendo loro persino la vista grazie a un’erba medicinale applicata sugli occhi. Per questa ragione, presso gli Egizi, l’upupa divenne insegna e ornamento degli scettri divini.
Nella xilografia l’uccello è raffigurato con un’erba nel becco, probabilmente in riferimento ai racconti di Alberto Magno oppure a un’altra leggenda tramandata da Claudio Eliano, secondo la quale l’upupa sarebbe riuscita ad aprire il proprio nido ostruito grazie alle proprietà di una particolare erba.

Note:

Immagine aderente


Bibliografia:

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