Titolo Proprio: Otarda di Aldrovandi con pianta di ceci (Otis mea cum cicere arietino)
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Uccello
Collocazione: p. 89
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F39
Datazione Stimata: 1600
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 23,5 x 18,2
Tag: Orapollo , Card. Paleotti , cavallo , collo

L’illustrazione mette a confronto l’immagine dell’otarda tratta dall’Historia animalium di Gesner e riprodotta da Aldrovandi a pagina 88. Il naturalista bolognese osservò dal vivo due esemplari, tra cui uno inviato da Trento dal cardinale Gabriele Paleotti. Sulla base di queste osservazioni, dichiarò di concordare con la descrizione e il disegno di Gesner, pur giudicandone il collo eccessivamente lungo. Il confronto evidenzia una somiglianza tra le due immagini, ma nella versione di Aldrovandi il collo appare più corto.
Secondo Aristotele, l’otarda mostrava affinità con il cavallo: disdegnava gli altri animali al pascolo, ma si avvicinava spontaneamente agli equini, un comportamento sfruttato dagli uccellatori, che ne imitavano la presenza indossando pelli di cavallo. Orapollo riferisce inoltre che gli Egiziani raffiguravano insieme l’otarda e il cavallo per simboleggiare un uomo debole che, fuggendo un avversario più forte, cerca protezione presso un individuo più potente, rischiando però di arrecargli più danno che beneficio.
L’animale trattiene una carcassa sotto una zampa; accanto è raffigurata una pianta di ceci, mentre, separatamente, compare la lingua, caratterizzata da una forma seghettata.
Immagine aderente
Bibliografia:
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