Titolo Proprio: Atricapilla [capinera] dal capo castano con ramo e frutto del fico
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Identificativo: 35 [3] 16-A II.233
Collocazione: p. 757
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F39(CAPINERA)
Datazione Stimata: 1600
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 9,3 x 13,5
Tag: uccello , testa , fico , beccafico

Descrizione:

Gli autori antichi come Aristotele e Plinio il Vecchio, così come i più recenti e contemporanei di Aldrovandi, tra cui Gesner e Belon, tramandano che la capinera e il beccafico siano il medesimo uccello in quanto mutano l'uno nell'altro. Infatti, all'inizio dell'autunno la capinera diventerebbe beccafico, per poi trasformarsi nuovamente in capinera subito dopo l'autunno. Secondo queste credenze, non vi sarebbe tra loro alcuna differenza se non nel colore del piumaggio e nel canto. Il nome "beccafico" deriva dal fatto che in autunno questi uccelli si nutrono di fichi, accumulando una grande quantità di grasso che permetteva di catturarli facilmente; il termine "capinera" deriva invece dal caratteristico colore nero del capo del maschio. In questo caso l’uccello si presenta con il capo di colore castano; si tratta dunque di un esemplare di genere femminile oppure di un pulcino, in quanto Gesner afferma che, durante la giovinezza, la testa è di tonalità rossastro-castana: crescendo, tale colore permane nella femmina, mentre nel maschio tramuta in nero.
Nella xilografia l’uccello è raffigurato su una pianta di fico, sulla quale è visibile un frutto di cui questi animali erano soliti nutrirsi. Per questo motivo, nel mondo antico essi erano ritenuti più salutari rispetto ad altri uccelli e considerati dotati di una carne migliore e di facile digestione.

Note:

Immagine aderente


Bibliografia:

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