Titolo Proprio: Beccafico, ovvero Capinera nel momento in cui si muta (Ficedula sive Atricapilla se muntas)
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 758
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F39
Datazione Stimata: 1600
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 8 x 11,7
Tag: uccello , Gozzadini, verme ,

L'illustrazione raffigura un uccello posato su un ramo di una pianta non identificata nel testo, nell'atto di stringere nel becco un verme, in riferimento alle abitudini alimentari della specie, prevalentemente insettivora. Gli autori antichi come Aristotele e Plinio il Vecchio, così come i più recenti e contemporanei di Aldrovandi, tra cui Gesner e Belon, tramandano che la capinera e il beccafico siano il medesimo uccello in quanto mutano l'uno nell'altro. Infatti, all'inizio dell'autunno la capinera diventerebbe beccafico, per poi trasformarsi nuovamente in capinera subito dopo l'autunno. Secondo queste credenze, non vi sarebbe tra loro alcuna differenza se non nel colore del piumaggio e nel canto. Aldrovandi spiega che l'illustrazione raffigura un esemplare nel bel mezzo della mutazione, per tale motivo non poteva essere chiamata né Capinera né Beccafico. La sommità del capo, tuttavia, era nera, ma si notava una vistosa macchia bianca sulla fronte, proprio sopra il becco. Il petto e il ventre tendevano al bianco; il collo era cinto come da un collare bianco, e anche nelle ali e nella coda vi era qualcosa di biancastro, mentre il resto del corpo era nero. L'esemplare in questione venne donato ad Aldrovandi dal bolognese dotto in diritto civile e canonico, Ludovico Gozzadini (1479-1536).
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