Titolo Proprio: Usignolo con tragopogo [barba di becco]
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 777
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F32(NIGHTINGALE)
Datazione Stimata: 1600
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 10,8 x 13,6
Tag: uccello , Filomela , lingua ,

L’illustrazione raffigura un usignolo, l’uccello che apre il libro dedicato agli uccelli canori. Secondo Aldrovandi, questa specie detiene il primato tra i canori e per questo veniva allevata in gabbia, poiché il suo canto era ritenuto capace di rallegrare gli animi afflitti dalle preoccupazioni.
Esistono diverse interpretazioni sull’etimologia del nome, ma Aldrovandi predilige quella proposta da Marco Terenzio Varrone, secondo cui deriverebbe dal fatto che l’uccello canti piangendo. Il nome latino della specie, Luscinia, sarebbe infatti collegato a luctus (“lutto”), poiché si riteneva che cantasse in modo luttuoso, essendo stata trasformata in uccello a causa del lutto attico.
L’usignolo è legato al mito greco di Filomela: violentata da Tereo, marito della sorella, e privata della lingua per impedirle di raccontare l’accaduto, riuscì comunque a rivelare la violenza subita. Lei e la sorella furono poi trasformate rispettivamente in usignolo e rondine. Secondo Aristotele e Plinio, l’uccello si distingueva per la mancanza della punta della lingua, caratteristica che probabilmente contribuì ad associarlo al mito di Filomela. Aldrovandi, avendo osservato diversi esemplari, dimostrò invece che l’usignolo possiede una lingua ben visibile.
Nella xilografia l’uccello è raffigurato accanto a una pianta di tragopogone, ovvero barba di becco, e a un piccolo insetto presso le zampe, a sottolinearne la natura insettivora.
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