Titolo Proprio: Glaucio di Belon (Glaucion Bellonij cum gramine palustri maiori)
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Uccello
Collocazione: p. 216
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F36 (DUCK)
Datazione Stimata: 1603
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 20,5 x 17,7
Tag: glaucium, anatra, morillon, testa rossa

L'uccello, rappresentato vicino ad una pianta di Erba Palustre Maggiore, è denominato "Glaucio di Belon".
SI tratta in realtà di un uccello ignoto che Aldrovandi ritiene appartenga al genere delle anatre e che per il colore degli occhi sia stato chiamato così dagli antichi. Glaucium è anche il nome di un’erba sconosciuta menzionata da Dioscoride. Aldrovandi confronta quindi le fonti classiche con le osservazioni di Pierre Belon, che identifica il Glaucium con un uccello chiamato in Francia Morillon, un tipo di anatra considerata un'abile tuffatrice. Belon la descrive con il becco inciso ai margini come una sega, le zampe e i piedi rossastri nella parte interna e invece brunastri all’esterno. La testa è di colore rosso-bruno intenso interrotto da un anello di colore biancastro; il petto ha un colore terroso mentre il ventre è bianco; il dorso e le ali sono neri ma se le ali vengono distese, appaiono sette penne bianche che, come nella gazza, le rendono variopinte. Il resto delle ali e la coda sono neri. Come già accaduto nel corso dell'opera di Aldrovandi, la rappresentazione dell'uccello non corrisponde del tutto alla descrizione che ne fa Belon. Infine Aldrovandi ci informa che Gesner non credeva che il Glauco corrispondesse al Morillon ma anzi che quest'ultima fosse un'anatra bruna, altrove chiamata dallo stesso Belon"Anatra dalla testa rossa", o una Penelope.
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