Titolo Proprio: Farfalle (De Papilionibus) - Tavola X
Autore: Ignoto
Soggetto: Insetto
Collocazione: p. 251
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F711(BUTTERFLY)
Datazione Stimata: 1602
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 24,4 x 16
Tag: crisalide, tignola, larva, grano

La decima tavola illustra un'ampia varietà di lepidotteri di diverse dimensioni, da medio-grandi a molto piccoli, analizzati sia nei dettagli morfo-cromatici sia nelle varie fasi dello sviluppo biologico. La descrizione si apre con un esemplare dalla conformazione singolare, caratterizzato da un addome tozzo provvisto di ciuffi di peli simili a pennelli. Emergono inoltre motivi cromatici marcati come l'esemplare con macchie alari che disegnano nitidamente la lettera "V" o un semicerchio. Vi sono specie dotate di antenne ampie, irsute o piumose. La tavola riserva particolare attenzione agli stadi di trasformazione degli insetti: descrive esemplari ritratti nell'atto di emergere dalla propria crisalide con ali ancora ripiegate. L’ultimo esemplare è la tignola del grano, chiamata “papilio triticiarius”, qui rettificata e illustrata in modo più accurato rispetto alla tavola precedente. L'insetto, dal corpo cenerino e splendore argenteo con addome aguzzo, viene raffigurato insieme alla sua crisalide e alla sua larva, denominata "curculio"(punteruolo/vermetto del grano), di cui Aldrovandi preannuncia una trattazione separata nel prosieguo del capitolo.
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