Titolo Proprio: Bruchi comuni (De Erucis vulgaribus) - Tavola I
Autore: Ignoto
Soggetto: Insetto
Identificativo: 35 [3] 16-B.28
Collocazione: p. 266
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F711(CATERPILLAR)
Datazione Stimata: 1602
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 26,3 x 16,7
Tag: larva, geometria, ortaggio,

Descrizione:

La prima tavola dell'opera di Aldrovandi dedicata ai bruchi illustra nove figure numerate di larve, descritte nei dettagli morfo-cromatici, nelle abitudini alimentari e nei comportamenti etologici. Gran parte degli esemplari appartiene alla categoria delle larve di grandi o medie dimensioni caratterizzate dalla presenza di una coda posteriore. Nelle prime figure la coda appare ricurva verso l'alto (fig. 1) o aguzza (figg. 3 e 4). Nella figura 5 la larva mantiene il capo e la coda costantemente eretti, un'andatura singolare che secondo Aldrovandi imita il passo del cane. I colori spaziano dai toni gialli e verde-olivastri (figg. 1, 5, 6, 7) a colorazioni fosche, bruno-nerastre (fig. 2) e rugginose (fig. 9). Il testo e i disegni mettono in risalto complessi disegni geometrici dorsali, con striature e linee a forma di "V", triangoli (figg. 1, 5, 7) o archi (fig. 4), affiancati da punteggiature viola, nere o candide. Vengono riportate precise note sulle piante nutrici: la terza specie è nota per infestare i cavoli e gli ortaggi, la quinta si nutre di foglie di ligustro, mentre la sesta vive prevalentemente sulla vite selvatica. Aldrovandi ci informa che secondo Dioscoride e la tradizione medica i bruchi degli ortaggi, se unti con olio, mantengono al sicuro dal morso degli animali velenosi e dei serpenti.

Note:

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Bibliografia:

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