Titolo Proprio: Bruchi comuni (De Erucis vulgaribus) - Tavola VI
Autore: Ignoto
Soggetto: Insetto
Collocazione: p. 274
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F711(CATERPILLAR)
Datazione Stimata: 1602
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 22 x 12
Tag: legno, scrofole, cavolo, A.M. Albergini

La sesta tavola raccoglie quindici figure che spaziano da bruchi comuni e larve xilofaghe fino alle cosiddette "geometre" e a stadi di crisalide. Le prime due figure rappresentano bruchi verdi decorati da striature scure e macchie auree. La quinta figura rappresenta la larva del “Cossus” (tarlo del legno), mentre la sesta illustra una crisalide adagiata e protetta all'interno del proprio involucro bozzoloso. Un rilievo centrale è dato alle larve "geometre", così chiamate perché muovendosi sembrano "misurare la terra". Priva di zampe nella parte centrale del ventre, la larva avanza incurvando il corpo ad arco (figg. 7 e 11) oppure si chiude a spirale se minacciata (fig. 10). La tavola termina con bruchi che infestano i cavoli, come la dodicesima figura dal colore verde-erba (fig. 12), esemplari con ocelli e lucentezze setose (fig. 13) e una larva glabra completamente nera che ha tre zampe su ciascun lato, sebbene l’incisore - avverte il naturalista - ne abbia raffigurate erroneamente soltanto due (fig. 14). Aldrovandi racconta che quest’ultimo esemplare gli fu donato dal medico e filosofo Antonio Maria Albergini, il quale riteneva che la polvere derivata da questo bruco fosse un eccellente rimedio terapeutico contro le scrofole.
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