Titolo Proprio: Cicale (De Cicada)
Autore: Ignoto
Soggetto: Insetto
Collocazione: p. 311
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F711(CICADA)
Datazione Stimata: 1602
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 19,6 x 11
Tag: tettigometra, ninfa, calura, canto

La tavola mostra diverse illustrazioni di cicale, raffigurate in varie fasi di sviluppo e prospettive, osservate personalmente dal naturalista. Nella sintetica descrizione degli insetti rappresentati, Aldrovandi si sofferma in particolare sulla "tettigometra" (fig. 5), ossia la ninfa della cicala, sottolineando la presenza di robuste chele anteriori usate per scavare la terra in primavera e le variazioni di colore del corpo man mano che si avvicina il momento della muta. L'autore giustifica la scelta di trattare la cicala subito dopo il capitolo sulle farfalle e i bruchi poiché ne condivide in parte il processo di nascita, considerandola una sorta di "farfalla degenerata". Aldrovandi riconosce alla cicala qualità quasi divine e una grande utilità: con il suo canto annuncia la calura del giorno e segnala l’arrivo del tempo della mietitura. Il naturalista esprime infine grande apprezzamento per il canto della cicala che, sebbene spesso ritenuto molesto per il suo suono rauco e continuo, reputa in realtà molto più dolce e melodioso del fastidioso ronzio di api, vespe, calabroni, mosche o zanzare.
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