Titolo Proprio: Mosche (De Musca) - Tavola II
Autore: Ignoto
Soggetto: Insetto
Identificativo: 35 [3] 16-B.44
Collocazione: p. 348
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F71(FLY)
Datazione Stimata: 1602
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 16,3 x 13,1
Tag: morso, rana, tafano,

Descrizione:

L’incisione mostra 25 diversi esemplari di ditteri. Il naturalista descrive dettagliatamente le proporzioni del corpo, la forma della testa, del torace e dell'addome (specificando se è inanellato, appuntito o gibboso), nonché la struttura delle ali, delle zampe e la presenza di appendici specifiche come proboscidi o piccole corna. Vengono annotati con estrema precisione i colori (ad esempio nero, verde dorato, argento, rossiccio, cenerino) e i motivi cromatici, come macchie, linee trasversali o longitudinali e riflessi metallici o lucenti. Per facilitare l'identificazione e la visualizzazione, gli insetti vengono frequentemente paragonati a specie più note, come la mosca domestica comune, la zanzara (l'esemplare 6 è infatti definito “Culiciforme”), la vespa (fig. 15), l'ape (fig. 18), o, nel caso dei primi due esemplari (fig. 1 e 2), allo scorpione per la peculiare forma della coda. Passando dall'aspetto fisico all'indole e al comportamento, la mosca è descritta come un insetto estremamente audace, sfacciato, temerario e importuno. Attraverso i riferimenti ad autori antichi come Eliano, Omero e Plutarco, Aldrovandi sottolinea la testardaggine della mosca, che continua a tormentare ostinatamente uomini e animali anche dopo essere stata ripetutamente scacciata. Sono inoltre citate le sue capacità sensoriali (vista, olfatto, gusto) e la sua scaltrezza nell'eludere le trappole dei ragni.

Note:

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Bibliografia:

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