Titolo Proprio: Mosche (De Musca) - Tavola III
Autore: Ignoto
Soggetto: Insetto
Collocazione: p. 350
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F71(FLY)
Datazione Stimata: 1602
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 11 x 10,1
Tag: verme, tafano, morso, dittero

La tavola ospita un campionario di oltre venti ditteri, ritratti prevalentemente in visione dorsale per evidenziare la marcata eterogeneità morfologica nelle proporzioni del corpo, nell'ampiezza e nella disposizione delle ali o nell'articolazione delle zampe. Si alternano dunque insetti dall'addome tozzo e rigonfio a esemplari dalla corporatura esile e allungata, con variazioni evidenti anche nello sviluppo delle antenne e delle appendici boccali. Un dittero di dimensioni notevolmente maggiori spicca in posizione isolata nella parte inferiore distinguendosi per la sua peculiarità: l'insetto, appartenente al genere dei "Tavanelli", presenta un corpo insolitamente grosso e tozzo, con un muso ottuso e grandi occhi neri che portano l'autore a paragonarne l'aspetto a quello di una rana o di un rospo.
I morsi delle mosche sono descritti come dolorosi, persistenti e simili a colpi di freccia. Causano inoltre gravi danni quotidiani, in particolare sporcando di nero le vesti bianche e deponendo vermi nelle carni destinate all'alimentazione. Per contrastarle, l'autore elenca una vasta gamma di rimedi antichi: appendere in casa frammenti di cipolla o code e teste di lupo, oppure ricorrere a suffumigi, decotti e preparati a base di piante come elleboro, sambuco, cetriolo, assenzio, origano e mirto.
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Bibliografia:
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