Titolo Proprio: Mantidi e locuste (De Locustis) - Tavola IV
Autore: Ignoto
Soggetto: Insetto
Collocazione: p. 415
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F711(LOCUST)
Datazione Stimata: 1602
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 15,6 x 9
Tag: cervo, cavallo, bruco, insetto stecco

Le due figure al centro dell’incisione raffigurano il medesimo esemplare di insetto colto in due atteggiamenti distinti. La figura 2 mostra l’esemplare nell'atto di incedere, evidenziandone la morfologia spiccatamente allungata, le zampe distese, le articolazioni nodose e un peculiare e bizzarro capo, che all'autore ricorda un cervo o un cavallo “crestato”. La figura 3 ritrae lo stesso insetto in posizione di riposo, con i lunghi arti angolarmente ripiegati su se stessi e la curiosa coda sfrangiata ("multifida") sollevata verso l'alto. Aldrovandi racconta che fra’ Gregorio da Reggio, collezionista ed erborista (menzionato diverse volte nel libro), trovò questo singolare “Bruco” mentre era intento a cercare piante rare tra le colline bolognesi, portandolo poi allo studioso affinché lo rendesse noto ai lettori e curiosi. Il naturalista bolognese ammette di non aver mai visto nulla di simile e definisce l’insetto – verosimilmente ascrivibile all'ordine dei fasmidi – “rarissimo”.
Alle estremità superiore e inferiore della composizione (figure 1 e 4) sono ritratti due insetti atteri di dimensioni minuscole, definiti genericamente "bruchi".
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