Titolo Proprio: Mantidi e locuste (De Locustis) - Tavola V
Autore: Ignoto
Soggetto: Insetto
Identificativo: 35 [3] 16-B.55
Collocazione: p. 416
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F711(LOCUST)
Datazione Stimata: 1602
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 6,5 x 3,9
Tag: schiera, Gallia, sciame,

Descrizione:

L’incisione mostra tre figure di ortotteri di piccole dimensioni. La prima presenta ali, corpo e zampe anteriori color cenere, il dorso verde e le zampe posteriori rossastre. La seconda è verde nella parte superiore e cenerina nel resto. L'ultima è interamente purpurea. Le diverse sfumature di colore, fedeli alla descrizione testuale, permettono di cogliere le minute varianti della natura e l'infinita varietà del mondo entomologico.
Aldrovandi colloca la locusta in posizione intermedia tra i volatili e i rettili: non si solleva molto da terra e il suo movimento è una combinazione di salti e di voli brevi. Tuttavia, nonostante la brevità e l’incostanza del volo, questi insetti sono in grado di compiere grandi migrazioni attraversando mari e interi territori. Quando le locuste si muovono insieme negli sciami mostrano grande disciplina e perfetto ordine. Esse procedono, infatti, per “schiere” non appena sorge il sole, somigliando a veri e propri eserciti in assetto di guerra. L’autore ricorda l’episodio storico avvenuto nell’852 d.C., quando un enorme sciame di locuste invase la Gallia avanzando, con rigorosa organizzazione tattica comprensiva di avanguardie, al ritmo di 20 miglia al giorno, accampandosi la sera alla stregua di truppe umane. L’episodio viene citato per dimostrare come persino negli insetti migratori possa risiedere una misteriosa e sorprendente forma di disciplina e di concordia innata.

Note:

Immagine aderente


Bibliografia:

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