Titolo Proprio: Nido di Scarabei
Autore: Ignoto
Soggetto: Insetto
Collocazione: p. 459
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F711(BEETLE)
Datazione Stimata: 1602
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 14,9 x 7,8
Tag: testicolo, Fra Gregorio, sterco, scroto

L’illustrazione xilografica raffigura una particolare struttura nidificante attribuita dall'autore alle cantaridi, costruita sottoterra per deporvi le uova e difendere le larve. Al centro è posta una formazione verticale costituita da un lungo gambo striato che culmina in cima con una struttura espansa e lobata a rosette. Ai lati di questo tronco principale si osservano due elementi: a sinistra è raffigurata una larva di scarabeo, mentre a destra si nota una palla di terra e sterco appallottolata e parzialmente aperta, al cui interno lo scarabeo protegge e nutre la propria prole dai rigori delle intemperie invernali.
Nel testo, Aldrovandi discute la generazione dei coleotteri e confuta la teoria antica secondo cui non esisterebbero coleotteri femmina e gli insetti nascerebbero spontaneamente dal legno secco o dalle carcasse di animale. Come prova che la riproduzione avviene anche per accoppiamento, racconta di aver osservato personalmente una femmina di Carabo deporre in due ore più di quaranta piccoli vermi bianchi, dai quali sono emersi bruchi (identificati come piccoli bachi da seta) che hanno subito iniziato a filare bozzoli candidi.
Aldrovandi precisa poi di non aver mai visto i nidi degli scarabei rossastri, ma che il frate cappuccino Gregorio (noto erborista, menzionato parecchie volte nel libro) gli portò due nidi fragili e argillosi (illustrati qui e nella tavola successiva), fatti di terra e sterco di animali da soma. L'autore ipotizza si tratti di nidi di Cantaride, avendovi rinvenuto all'interno uno scarabeo morto appartenente a quella famiglia di insetti. Infine, evidenzia una curiosa analogia anatomica: la struttura illustrata ricorda la forma dell'organo genitale maschile, composta da un canale principale con due rilievi pendenti simili a testicoli, al cui interno gli scarabei proteggono la prole dai rigori dell'inverno.
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