Titolo Proprio: Nido di vespe
Autore: Ignoto
Identificativo: 35 [3] 16-B.8
Collocazione: p. 209
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F711(WASP)
Datazione Certa: 1602
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 30 x 20
Tag: larva, peduncolo, corteccia, sotterraneo

Descrizione:

L’incisione mostra vespai sotterranei di forma ovale appartenenti a due diverse varianti di vespe. Il primo nido è stato rinvenuto nel terreno sotto un albero di noce. Presenta una struttura ovoidale divisa in piani sovrapposti distanziati l’uno dall’altro a intervalli regolari da colonnine lunghe circa un pollice che creano archi o camere sotterranee. Ciascun piano abbonda di cellette esagonali che custodiscono larve. Al momento del ritrovamento, racconta Aldrovandi, l’intera struttura era racchiusa all’interno di un guscio protettivo, formato da una membrana simile a corteccia di colore biancastro, che la protegge da umidità e marciume. Il nido è dotato di un caratteristico peduncolo di fissaggio che il naturalista ritiene essere il fondamento a partire dal quale la vespa regina inizia la sua opera di costruzione. Il secondo vespaio è parimenti sotterraneo ma appartenente a una specie di vespa più piccola e compatta. La struttura è circondata da un involucro color cenere fabbricato impastando fibre naturali.
Aldrovandi elabora un’ipotesi per spiegare la ragione per cui alcune vespe nidificano sotto terra e altre in luoghi elevati: dipende dal peso corporeo delle regine (“matres”), che se sono molto grandi e pesanti sono costrette a nidificare vicino alla terra o sotto terra; al contrario, le regine più leggere, agili e veloci nel volo, prediligono i luoghi elevati per nidificare.


Bibliografia:

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