Titolo Proprio: Loligine [calamaro] maggiore di Salviani
Autore: Ignoto
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 70
Classificazione: Filosofia
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Datazione Stimata: 1606
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 28 x 13,5
Tag: mare, seppia, mollusco, naturalista

La loligine maggiore delle nostre acque è descritta come un animale dal corpo allungato e molle, dotato di otto appendici munite di ventose e di due lunghe proboscidi con cui afferra le prede anche a distanza. Il dorso contiene una struttura interna cartilaginea, sottile e traslucida, detta gladiolo, distinta dal più robusto e spugnoso sepion della seppia. Le pinne, ampie e disposte lateralmente, non circondano interamente il ventre come nel lolius, ma si estendono solo in parte. Secondo le testimonianze antiche, la loligine possiede un corpo più lungo rispetto alla seppia, mentre quest’ultima è più larga. Inoltre, il suo inchiostro, contenuto in una vescica prossima alla bocca, non è nero come quello della seppia, ma tende al rossastro o al pallido. L’animale vive in mare aperto ed è gregario, capace di nuotare rapidamente e talvolta di sollevarsi fuori dall’acqua, quasi volando. La varietà qui considerata si distingue per il colore, essendo cosparsa ovunque di piccole macchie rosse.
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