Titolo Proprio: Turbinati [Turbines inter spongias viventes ex Rodeletio]
Autore: Ignoto
Soggetto: Animale
Identificativo: 35 [3] 16-C.145
Collocazione: p. 359
Classificazione: Filosofia
IconClass:
Datazione Stimata: 1606
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 3,2 x 10,3
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Descrizione:

L’incisione raffigura piccoli turbinati rinvenuti all’interno delle spugne. Quando queste vengono tagliate in frammenti, vi si trova infatti una grande quantità di piccole conchiglie di generi diversi, comprendenti cochlee, turbinati, neriti e ombelichi, distinti tra loro anche per il colore. Rondelet descrive in particolare il piccolo esemplare collocato più vicino alla mano sinistra, provvisto di una fessura allungata piuttosto che di un vero foro e di una conchiglia non attorcigliata; esso si rinviene tanto dentro quanto fuori dalle spugne e, per il colore bianco, può essere denominato “conchiglietta lattea”. Le donne la impiegavano come cosmetico, sciogliendola nel succo di limone e mescolandola con sostanze sublimate, nella convinzione che rendesse il volto più luminoso e candido; Rondelet condanna tuttavia tale pratica, poiché l’acrimonia degli ingredienti contrae e corruga la pelle, e suggerisce come preparazione meno dannosa lo scioglimento nel grasso di gatto. La conchiglietta, chiamata in francese petite porcelaine, ossia “piccola porcellana”, veniva inoltre impiegata per comporre monili e cinture, soprattutto nell’abbigliamento vedovile, caratterizzato dall’alternanza del bianco e del nero. Gli esemplari destinati agli ornamenti dei cavalli possiedono una conchiglia più spessa e dura, mentre altri sono più sottili e fragili; entrambi i tipi risultano simili per il candore e per la forma.


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