Titolo Proprio: Cochlea del Mar Sarmatico [Cochlea ex mari Sarmatico]
Autore: Ignoto
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 391
Classificazione: Filosofia
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Datazione Stimata: 1606
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 29,2 x 18,2
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L’esemplare proveniente dal Mar Sarmatico, identificato nel testo con il Mare Germanico orientale, fu mostrato ad Aldrovandi da Ambrosius Parcus. L’animale è descritto come una forma marina straordinaria, simile a una limaccia e dotata di un corpo grande quanto una botte. Presenta corna ramificate simili a quelle di un cervo, le cui estremità terminano in elementi rotondi e lucenti come perle, un collo spesso, occhi splendenti come candele accese e un naso ottuso rivestito di peli simili a quelli del gatto. La bocca è molto ampia e al di sotto di essa pende una massa carnosa dall’aspetto sgradevole. Il corpo poggia su quattro arti, provvisti di estremità larghe e ricurve, che, insieme alla lunga coda variata come quella di una tigre, svolgono la funzione di pinne durante il nuoto. L’animale è descritto come estremamente timoroso. Sebbene sia anfibio, rimane generalmente in alto mare e si avvicina alla costa per nutrirsi soltanto quando il cielo è molto sereno. La carne è considerata particolarmente gradevole, mentre al sangue vengono attribuite proprietà medicinali contro le affezioni del fegato e le ulcerazioni dei polmoni. Thevet afferma di averne visto un esemplare in Danimarca.
Bibliografia:
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