Titolo Proprio: Leone di Rondelet
Autore: Ignoto
Soggetto: Animale
Identificativo: 35 [3] 16-C.25
Collocazione: p. 122
Classificazione: Filosofia
IconClass:
Datazione Stimata: 1606
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 8,5 x 12,5
Tag: mare, crostaceo, astice, gessner

Descrizione:

Rondelet identifica il leone marino con il leone di Eliano e con l’elefante di Plinio, interpretandolo come un grande crostaceo del gruppo degli astaci. Aldrovandi, pur riportando la sua opinione, la considera problematica e insiste sul fatto che Plinio distinguesse chiaramente il leone dall’elefante. Secondo Rondelet il leone possiede corpo di locusta marina e chele simili a quelle dei granchi, in accordo con il passo pliniano “brachia Cancris similia sunt, reliqua pars Locustae”. L’animale è concepito come una forma gigantesca di astaco, tanto che Bellon e altri autori lo assimilano direttamente all’astaco adulto. Nella descrizione riferita da Aldrovandi, il leone di Rondelet presenta corpo allungato, dorso spinoso e segmentato, antenne molto sviluppate e arti robusti. Aldrovandi critica tuttavia la rappresentazione delle chele, osservando che manca la tipica asimmetria propria degli astaci, nei quali una pinza è normalmente più grande dell’altra; inoltre nel leone di Rondelet non compaiono i tubercoli dentiformi osservati nelle chele degli esemplari studiati da Aldrovandi. Per questo l’autore giudica il leone di Rondelet troppo vicino all’astaco comune e incapace di restituire pienamente le peculiarità del vero leone marino tramandato dalle fonti antiche, distinguendo accuratamente il proprio “leone dell’autore” dalla figura rondelettiana.

Note:

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Bibliografia:

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