Titolo Proprio: Squilla gibba di Rondelet
Autore: Ignoto
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 151
Classificazione: Filosofia
IconClass:
Datazione Stimata: 1606
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 3,5 x 6
Tag: crotaceo, mollusco, astice, gessner

L’incisione illustra la squilla gibba descritta da Rondelet, distinta dai Crangones per il corpo più sottile, soprattutto verso l’estremità della coda, e per la presenza di un corno frontale molto sviluppato in proporzione al corpo. La coda, sollevata in una prominenza da cui deriva il nome “gibba”, diventa progressivamente più sottile e termina in quattro pinne, delle quali quella mediana è più acuta rispetto ai Crangones. L’animale condivide con questi occhi, ali, arti, appendici orali e parti interne. Rondelet insiste inoltre sull’assenza di vere chele, tratto che la distingue da locuste marine e astaci, sebbene Bellon e Cardano interpretassero erroneamente gli arti anteriori come organi prensili. Sul piano morale, la squilla gibba assume valore emblematico per la sua capacità di uccidere il lupo di mare dall’interno, conficcandogli nel palato il corno frontale: una vittoria del piccolo sul grande che la tradizione interpreta come immagine di astuzia e resistenza nascosta.
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