Titolo Proprio: Polpo con doppio ordine di ventose
Autore: Ignoto
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 15
Classificazione: Filosofia
IconClass:
Datazione Stimata: 1606
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 23,5 x 19
Tag: mare, polipo, mollusco, ventose

L’incisione rappresenta il polpo con doppio ordine di ventose, distinguendolo dagli altri molluschi per corpo ridotto e appendici molto sviluppate, otto arti con ventose disposte in doppio ordine (con eccezioni come l’eledone), bocca centrale con becco corneo, occhi sopra le appendici e pelle cangiante, priva di parti dure interne. Aldrovandi registra diverse specie, tra cui un tipo grande e comune, uno piccolo e variegato non commestibile, l’eledone e forme associate a conchiglia come il nautilo. L’animale è descritto come dotato di notevole astuzia, evidente anche nel comportamento alimentare: raccoglie il cibo nella tana costruita con conchiglie e detriti, consuma le parti utili e rigetta i resti, attirando così nuove prede. Il movimento è eccezionale, potendo uscire all’asciutto, muoversi su superfici ruvide ed evitare quelle lisce, trascinandosi mediante le ventose e nuotando obliquamente. La respirazione è interpretata come introduzione accidentale dell’acqua durante la presa del cibo e sua espulsione tramite fistola. Nella lettura morale la molteplicità delle appendici e delle ventose diventa metafora della diffusione dell’azione ingannatrice, dell’attaccamento ai beni e della capacità di trattenere e accumulare, configurando il polpo come emblema della cupidigia, della simulazione e della presa insidiosa.
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