Titolo Proprio: Squilla mantis (canocchia)
Autore: Ignoto
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 158
Classificazione: Filosofia
IconClass:
Datazione Stimata: 1606
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 28,5 x 15
Tag: mare, crostaceo, mollusco, astice

L’incisione illustra la squilla mantis di Rondelet, detta anche cicala marina, denominata per analogia con la mantide terrestre, chiamata dal popolo “colei che prega Dio” per la postura delle appendici anteriori. Il corpo è lungo, sottile e macilento, più largo verso la coda, con due arti anteriori estremamente allungati e dentellati, usati per afferrare e trasferire il cibo alla bocca. La corazza è composta da dieci lamine articolate; la coda, spinosa e crenata, reca due macchie rossastre simili a occhi. Gli occhi veri, verdi e prominenti, sono posti anteriormente e accompagnati da piccole pinne che portarono alcuni osservatori a confondere capo e coda. Belon descrive l’animale come quasi trasparente, mentre Rondelet ne sottolinea la struttura articolata e le appendici ossee usate perfino come stuzzicadenti. La carne è tenera, dolce e ritenuta stimolante di Venere. Sul piano simbolico, la somiglianza con la mantide orante introduce una lettura antropomorfica dell’animale, associato alla postura della preghiera e alla gestualità supplice.
Immagine aderente
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