Titolo Proprio: Ippogranchio
Autore: Ignoto
Collocazione: p. 179
Classificazione: Filosofia
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Datazione Stimata: 1606
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 8,5 x 12
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L’incisione illustra il grande crostaceo ligure che Aldrovandi denomina Hippocarcinus a causa della sua eccezionale grandezza, distinguendolo tanto dal Paguro quanto dalla Maia propriamente detta. L’esemplare, inviato da Genova da Bernardo Castelletto, misura un dodrante e un palmo in lunghezza, un dodrante in larghezza e un palmo e mezzo in altezza. Gli occhi sono protrattibili e sostenuti da piccoli tubi laterali; dalla parte mediana della fronte emergono due corna acute, accompagnate da una terza sporgenza centrale situata tra gli occhi, nella regione corrispondente al naso umano. Ai lati si dispongono appendici articolate e lunghissimi filamenti terminanti in setole sottilissime. La bocca, posta inferiormente, è circondata da piccoli arti villosi; il dorso è interamente rivestito di aculei e opercoli spinosi, maggiormente sviluppati lungo i lati. Le chele anteriori raggiungono dimensioni straordinarie, una lunga circa due dodranti e mezzo e grossa quasi quanto il braccio di un bambino, e presentano pinze fosche da cui sporgono filamenti simili a pennelli. La coda, composta da lamelle articolate, è ampia e destinata a coprire le uova, motivo per cui Aldrovandi riconosce l’esemplare come femmina.
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