Titolo Proprio: Granchio Maia (granseola)
Autore: Ignoto
Soggetto: Animale
Identificativo: 35 [3] 16-C.48
Collocazione: p. 184
Classificazione: Filosofia
IconClass:
Datazione Stimata: 1606
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 15 x 28
Tag: mare, crostaceo, granchio, cancer

Descrizione:

L’incisione illustra la Maia, ritenuta da Aristotele il più grande tra i granchi. Il corpo è fortemente orbicolare e più largo posteriormente, mentre anteriormente tende a restringersi; il dorso è armato di spine e tubercoli, caratteristica che spinse i Francesi a chiamarla “ragno di mare”. Le zampe, lunghe e sottili, sono articolate e terminate da unghie piuttosto deboli; il peso del corpo rende l’animale lentissimo sulla terra ma estremamente rapido nell’acqua. Il colore degli esemplari vivi varia dal livido al verdastro, fino al rosso fenicio. Nella parte inferiore del corpo si osserva l’opercolo ampio della femmina, sotto il quale si trovano i fori membranosi da cui escono le uova e gli otto rametti pinnati cui esse aderiscono. Aldrovandi descrive dettagliatamente anche le parti interne: denti ossei nella bocca, una piccola carne a funzione di lingua, un ventricolo armato di denti, una vescica membranosa e branchie disposte ai lati sotto la corazza.

Note:

Immagine aderente


Bibliografia:

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