Titolo Proprio: Seppia di Salviani vista dal lato superiore
Autore: Ignoto
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 49
Classificazione: Filosofia
IconClass:
Datazione Stimata: 1606
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 27,3 x 17
Tag: mare, seppia, mollusco, naturalista

L’incisione rappresenta la seppia come mollusco litoraneo di particolare rilievo nella classificazione aldrovandiana, affine al polpo per le pinne ridotte ma vicina alla loligine per la struttura del corpo e per la presenza delle due lunghe appendici prensili, o promuscides, munite di ventose, con cui cattura piccoli pesci, li porta alla bocca e può ancorarsi alle rocce durante le tempeste. Aldrovandi, sulla scorta di Aristotele, Plinio e Ateneo, insiste sulla sua astuzia: la seppia usa l’inchiostro non solo per paura, ma anche per occultarsi deliberatamente, intorbidendo l’acqua e sottraendosi alla vista dei pescatori. Questa capacità fonda anche la lettura morale dell’animale, che diventa figura dell’uomo fraudolento e dissimulatore, dell’eretico che oscura la verità con cavilli, ma anche, in senso positivo, delle due forme di amore, verso Dio e verso il prossimo, simboleggiate dalle appendici lunghe che stabilizzano l’uomo tra le tempeste del mondo.
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