Titolo Proprio: Ramo di mirto
Autore: Ignoto
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 53
Classificazione: Filosofia
IconClass:
Datazione Stimata: 1606
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 8 x 11
Tag: mare, uova di seppia, mollusco, naturalista

L’incisione rappresenta un ramo di mirto che Aldrovandi utilizza per spiegare le uova di seppia, descritte nella tradizione aristotelica come numerose, inizialmente candide e simili alla grandine, che poi, per l’aspersione dell’inchiostro, diventano nere e più consistenti, disponendosi in forma racemosa come grandi bacche di mirto e restando unite da una sostanza vischiosa emessa dal maschio, ritenuta necessaria alla loro vitalità. La deposizione avviene soprattutto in primavera, per circa quindici giorni, in ambiente litoraneo tra alghe, canne e materiali sommersi. Le uova crescono rapidamente, annerite all’esterno e bianche all’interno, da cui si sviluppa la seppiolina con occhi precoci fino alla rottura della membrana. Il passaggio dal candore iniziale all’oscurità finale assume anche valore morale, alludendo a un processo in cui la forma si compie attraverso una mediazione oscura, in analogia con la funzione dell’inchiostro nella natura e nel simbolismo della seppia.
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