Titolo Proprio: Drago di Rondelet (Draco Rond)
Autore: Giovanni Battista Coriolano
Soggetto: Pesce
Collocazione: p. 256
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F64
Datazione Certa: 1613
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 2,9 x 9,9
Tag: drago, ragno, araneus, verde

L’immagine rappresenta il drago marino descritto da Rondelet. Aldrovandi apre con questa specie la trattazione dei pesci litorali privi di squame: il pesce è chiamato dai Greci δράκων θαλάσσιος, ovvero drago marino, e dai Latini draco marinus. In diverse località italiane è detto pesce ragno, mentre i Marsigliesi lo chiamano Aregne e gli Spagnoli pez araña. Plinio tratta il drago e l’araneus in passi distinti, come se fossero pesci differenti. Aldrovandi ritiene invece che i due nomi indichino lo stesso animale e che l’equivoco derivi dall’impiego di denominazioni diverse nelle fonti. Il pesce presenta un corpo sottile e allungato, gli occhi rivolti verso l’alto e, nell’illustrazione, una colorazione prevalentemente verde. Secondo Aldrovandi anche gli occhi sarebbero verde smeraldo.
Aldrovandi riferisce che la puntura degli aculei del drago marino è velenosa e provoca forti dolori, gonfiore e infiammazione. Se trascurata, può degenerare in cancrena. I pescatori per evitare il pericolo recidono gli aculei o la testa del pesce. Tra i numerosi rimedi ricordati figurano l’assenzio, l’aglio, la salvia, il basilico, il lentisco e la teriaca, ma anche l’applicazione sulla ferita della carne, del cervello o del fegato dello stesso drago.
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Bibliografia:
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