Titolo Proprio: Araneus primo (Araneus primus ab authore observatus)
Autore: Giovanni Battista Coriolano
Soggetto: Pesce
Collocazione: p. 258
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F64
Datazione Certa: 1613
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 28,9 x 9,5
Tag: drago, araneus, ,

L’immagine rappresenta la prima delle quattro specie di araneus descritte da Aldrovandi. Il pesce è chiamato dai Greci δράκων θαλάσσιος, «drago marino», e dai Latini draco marinus; in diverse località italiane è detto pesce ragno, mentre i Marsigliesi lo chiamano Aregne e gli Spagnoli pez araña. Plinio tratta il drago e l’araneus in passi distinti, come se fossero pesci differenti; Aldrovandi ritiene invece che i due nomi designino lo stesso animale e che l’equivoco derivi dalle diverse denominazioni impiegate nelle fonti. L’esemplare presenta una colorazione molto varia: la pinna dorsale spinosa è rossa e verde, le pinne poste presso le branchie sono arancioni, la coda è blu e rossa, mentre il corpo, blu e bianco, è cosparso di macchie rosse. Il ventre presenta riflessi argentei, resi dal colorista attraverso il bianco.
Aldrovandi riferisce che la puntura degli aculei del drago marino è velenosa e provoca forti dolori, gonfiore e infiammazione. Se trascurata, può degenerare in cancrena. I pescatori per evitare il pericolo recidono gli aculei o la testa del pesce. Tra i numerosi rimedi ricordati figurano l’assenzio, l’aglio, la salvia, il basilico, il lentisco e la teriaca, ma anche l’applicazione sulla ferita della carne, del cervello o del fegato dello stesso drago.
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Bibliografia:
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