Titolo Proprio: Mustela di Rondelet (Mustela vulgaris Rondel.)
Autore: Giovanni Battista Coriolano
Soggetto: Pesce
Identificativo: 35 [3] 16-D.180
Collocazione: p. 290
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F65
Datazione Certa: 1613
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 26,5 x 6,7
Tag: mustela, Rondelet, Belon,

Descrizione:

L’immagine raffigura la Mustela vulgaris, nell’illustrazione presentata con un corpo allungato e marcatamente squamoso, acquerellato con toni che vanno dal verde oliva al bruno-giallastro, con pinne rosato-violacee. Si distinguono due pinne dorsali, una lunga pinna anale e un singolo barbiglio sotto il mento.

La cromia verdastra dell'illustrazione diverge in parte dal testo di Aldrovandi, che descrive un colore variabile "dal livido all'opaco", e non risulta visibile la "macchia a forma di cuore" sul labbro superiore citata dall'autore. Vi è invece perfetta corrispondenza sul singolo barbiglio sottomandibolare: Aldrovandi lo sottolinea esplicitamente nel testo per correggere l'illustrazione di Guillaume Rondelet, che ne aveva erroneamente raffigurati due.

L'autore precisa che il nome volgare Mustela è improprio, poiché le vere mustele sono lisce e non squamose. Testimonia la diffusione dell'animale riportandone i nomi locali (come il cretese Gaideropsarum, "pesce Asino") e si inserisce nel dibattito accademico per identificarlo con le specie descritte da Aristotele e Galeno.

Aldrovandi non dichiara un'osservazione autoptica diretta, ma si affida quasi integralmente agli scritti di Pierre Belon per tracciare l'anatomia, la dieta e l'Usus in Cibo dell'animale, apprezzato come pesce a "carne tenera".

Note:

Immagine aderente


Bibliografia:

Immagini Interne a confronto

Nessuna immagine a confronto


Immagini Esterne a confronto

Nessuna immagine a confronto