Titolo Proprio: Pesce spada (Gladius authoris)
Autore: Giovanni Battista Coriolano
Soggetto: Pesce
Collocazione: p. 332
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F65
Datazione Certa: 1613
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 29,1 x 9,3
Tag: pesce spada, , ,

L’illustrazione rappresenta quello che oggi è il Pesce spada. Il nome deriva dal greco xiphos e dal latino gladius, termini che indicano la spada con evidente riferimento alla conformazione del rostro.
È classificato tra i grandi pesci pelagici: i naturalisti antichi lo accostavano per stazza ai tonni o ai cetacei. Fisicamente presenta un corpo privo di scaglie visibili, nero sul dorso e argenteo sul ventre, caratterizzato da una mascella superiore prolungata in un lungo e affilato rostro osseo pari a circa un terzo della sua lunghezza totale. È del tutto privo di denti in età adulta. Nell'illustrazione autografa (Gladius authoris) possiamo riconoscere chiaramente l'imponente rostro che sovrasta la mascella inferiore corta, l'occhio circolare sporgente, l'apertura delle branchie e le
pinne rigide e forcute.
Secondo gli antichi è un predatore bellicoso del mare aperto (frequente nello Stretto di Messina) che usa la sua spada per attaccare balene e persino perforare le chiglie in legno delle navi. Gli autori riportano inoltre che soffre per un parassita sotto le pinne che gli causa un tale tormento da spingerlo a saltare fuori dall'acqua o scagliarsi contro le imbarcazioni.
In cucina, la sua carne era considerata molto grassa e nutriente. In ambito medico e gastronomico si riteneva che la carne dei grandi esemplari fosse pesante e di difficile digestione se non marinata con aceto o vino vecchio, mentre gli esemplari giovani offrivano carni decisamente più tenere e prelibate.
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