Titolo Proprio: Remora (Remora Imperati et authoris)
Autore: Giovanni Battista Coriolano
Soggetto: Pesce
Collocazione: p. 336
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F65
Datazione Certa: 1613
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 26,4 x 8,4
Tag: remora, Plinio, ,

Il nome deriva dal latino remorari (trattenere/ritardare) e dai termini greci Echeneis ( "che trattiene le navi").
È un pesce di piccole dimensioni ma dotato di facoltà ritenute prodigiose dagli antichi. Fisicamente presenta un corpo allungato e anguilliforme, viscido e scuro, privo di scaglie evidenti, con una testa schiacciata sulla cui cima è posizionata una ventosa ovale dotata di strisce o lamelle trasversali (chiamate acetabula). Nell'illustrazione possiamo riconoscere chiaramente l'apparato a ventosa sopra il capo, il corpo sottile e striato dal dorso verde, le pinne pettorali sfumate di rosso e la coda sottile.
Secondo gli antichi aveva la capacità di aderire al fasciame delle navi ed era in grado di arrestarne completamente la rotta, infatti Plinio ricorda il blocco della nave di Marco Antonio alla battaglia di Azio e l'inatteso arresto della trireme dell'imperatore Caligola. Era considerata un presagio infausto di imminente sventura o di ostacolo.
Dal punto di vista gastronomico e medico non era considerata un cibo edule ordinario. In ambito magico e superstizioso si riteneva invece che la Remora, se conservata sotto sale o applicata sul corpo, potesse prevenire gli aborti o ritardare il parto fino al tempo dovuto.
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