Titolo Proprio: Balena di Belon (Balena Bellonij)
Autore: Giovanni Battista Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Cetaceo
Collocazione: p. 676
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F27
Datazione Stimata: 1613
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 6 x 13,3
Tag: balena, cetaceo, capodoglio, lardo

L’immagine rappresenta la balena identificata da Belon. Con questa illustrazione si apre il libro dedicato ai cetacei, che Aldrovandi tratta separatamente dai cinque libri precedenti sui pesci, ricominciando la numerazione da uno. Il naturalista osserva che i cetacei possiedono polmoni, trachea e collo, oltre ad altre parti anatomiche comuni ai quadrupedi terrestri: caratteristiche che oggi associamo ai mammiferi. Precisa inoltre che Greci e Latini usavano il termine «ceto» sia per indicare un cetaceo sia, più genericamente, un pesce di grandi dimensioni.
Nel capitolo dedicato alla balena, Aldrovandi osserva che gli autori antichi non ne avevano tramandato caratteri sufficienti a riconoscerla con precisione: per questo naturalisti diversi designavano con quel nome cetacei differenti. Belon ne descrive uno, chiamato comunemente capidoglio dagli Italiani. Lo presenta come un animale viviparo di grande mole, dotato di polmoni e di una fistula sulla fronte, attraverso la quale, secondo la sua descrizione, espelle con forza l’acqua. Ne descrive inoltre le pinne, la coda a mezzaluna e lo spesso strato di grasso, conservato per uso alimentare con il nome di «lardo di Quaresima». Belon ammette però di non averlo potuto disegnare dal vivo: la sua figura deriva da un’immagine più antica.
L’animale qui raffigurato era lungo trentasei piedi e un terzo e alto nove piedi. Degli altri due, uno era lungo trentaquattro piedi e mezzo e alto sette; l’altro era lungo ventisette piedi e alto otto.
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Bibliografia:
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