Titolo Proprio: Balena di Gesner (Balaenae species alia ax Gesnero)
Autore: Giovanni Battista Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Cetaceo
Identificativo: 35 [3] 16-D.368
Collocazione: p. 679
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F27
Datazione Stimata: 1613
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 27,5 x 11,7
Tag: balena, braunfisch, Gravio,

Descrizione:

L’immagine rappresenta la balena identificata da Gesner con il cetaceo che le popolazioni che abitavano le coste del Mare del Nord (Germania, Danimarca) chiamavano Braunfisch, ossia "pesce bruno".

Aldrovandi osserva tuttavia che questo nome designava piuttosto la focena. Gesner riferisce infatti che nel 1545 ne fu catturato un esemplare lungo più di 24 piedi, dimensione che una focena non potrebbe raggiungere. Nel suo stomaco fu rinvenuta una grande quantità di pesci non ancora digeriti, tra i quali persino un salmone vivo. Lo stesso animale era chiamato Tinet dai francesi e dagli spagnoli e Hore dagli inglesi.

La sua forma è quasi identica a quella della balena raffigurata da Rondelet, ma si distingue per i denti larghi e contigui, simili a quelli umani. Il corpo è interamente rivestito da una pelle nera che, secondo Gesner e Aldrovandi, era tanto spessa e resistente da risultare difficile da penetrare.

Questi cetacei erano catturati raramente nella Germania inferiore, tanto che la loro comparsa era considerata quasi un prodigio; erano invece più frequenti presso la Frisia e nel Mar Baltico. La loro carne, grassa e caratterizzata da un odore intenso, era ritenuta in qualche modo simile a quella di vitello.

Gesner racconta infine di aver ricevuto alcune immagini di balene da Valentino Gravio, illustre decemviro e senatore di Friburgo, al quale aveva dedicato il libro sui quadrupedi in riconoscimento dei meriti acquisiti nei suoi confronti e degli interessi letterari condivisi. Le figure, tuttavia, non erano state eseguite con sufficiente precisione: Gesner sospettava che fossero state ricavate soltanto dagli scheletri dei crani, poiché in due di esse comparivano, dietro gli occhi, fessure simili a branchie, organi dei quali i cetacei sono privi. Poiché i tre animali raffigurati erano per il resto quasi identici, ne fece riprodurre uno soltanto, poi ripreso da Aldrovandi in questa opera.

Note:

Immagine aderente


Bibliografia:

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