Titolo Proprio: Cavallo (Equo)
Autore: Ignoto
Soggetto: Animale
Identificativo: 35 [3] 16-E.2
Collocazione: p. 21
Classificazione: Filosofia
IconClass: 46C13141
Datazione Stimata: 1616
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 14,5 x 18,6
Tag: genziana , Festo, Valeriano , monete

Descrizione:

L’illustrazione raffigura un cavallo che procede al passo su un prato, sul quale è rappresentata una pianta non specificata nel testo, ma che, considerandone l’aspetto, potrebbe essere identificata con la genziana, menzionata nel trattato in quanto nociva per le cavalle gravide, al punto da provocare aborti.
Varrone tramanda che alcuni cavalli sono destinati all’uso militare, altri al circo o al trasporto; ciascuna funzione richiede pertanto un addestramento specifico. Secondo Sesto Pompeo Festo, i cavalli manifestano presagi, positivi o negativi, attraverso il nitrito, il fremito, le cadute o insolite manifestazioni dell’animo. Si riteneva inoltre che fossero capaci di comunicare agli uomini ciò che percepivano con la vista e l’udito, nonché di riconoscere e distinguere chi li guidava o cavalcava, dimostrando uno straordinario amore verso l’uomo.
Pietro Valeriano afferma che il cavallo è simbolo di velocità; per questo motivo, sulle monete venivano raffigurati cavalli in corsa per indicare azioni compiute rapidamente. Il cavallo imbrigliato simboleggia l’uomo fiero ma capace di obbedire alla ragione; quello che inciampa o cade preannuncia il fallimento di un’impresa, mentre il cavallo caduto in una fossa o immerso nel fango rappresenta le difficoltà di un affare dal quale non si riesce a uscire.

Note:

Immagine aderente


Bibliografia:

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