Titolo Proprio: Uro barbuto assalito dal cacciatore
Autore: Ignoto
Soggetto: Quadrupede
Identificativo: 35 [3] 16-F.27
Collocazione: p. 348
Classificazione: Filosofia
IconClass: 47I211
Datazione Stimata: 1621
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 13,3 x 21
Tag: Gessner, Anton Wied, Münster, caccia

Descrizione:

L'incisione raffigura un uro barbuto ferito durante una battuta di caccia, mentre un cacciatore nascosto dietro un grosso tronco gli conficca un venabolo nel fianco. Aldrovandi descrive questo come uno dei pochi metodi efficaci per catturare l'animale: oltre alle fosse, il cacciatore doveva sfruttare un albero di grande diametro come riparo, colpendo la bestia mentre questa tentava di assalirlo. L'immagine traduce visivamente la fama dell'uro come animale di eccezionale forza, capace, secondo le fonti antiche e medievali citate dall'autore, di sollevare con le corna un cavallo insieme al cavaliere e di abbattere alberi di media grandezza.
La tavola è ripresa dall'Historia animalium (libro I) di Conrad Gessner (1516-1565), che elaborò questa raffigurazione combinando la tavola della Moscovia pubblicata nel 1555 del pittore e cartografo tedesco Anton Wied (1508-1558), mostrante come vengono uccisi gli uri, con l'effigie dell'uro barbuto, ritratta dal vero e trasmessagli dalla Cosmographia universalis del cartografo e cosmografo tedesco Sebastian Münster (1488-1552).
Aldrovandi dichiara di non aver mai osservato personalmente l'animale e, per questo motivo, afferma di non poter stabilire quale, tra questa immagine e la successiva (uro imberbe), rappresenti il vero uro.
Come nelle altre tavole dell'opera, l'incisione è rifinita ad acquerello, tecnica che ne valorizza la resa descrittiva.

Note:

Immagine aderente


Bibliografia:

Immagini Interne a confronto

Nessuna immagine a confronto


Immagini Esterne a confronto

1) Uro assalito dal cacciatore: Anton Wied, Mappa della Russia, 1555
2) Uro barbuto: Sebastian Münster, Cosmographia universalis, 1554, p. 911