Titolo Proprio: Bonaso di Gessner
Autore: Ignoto
Soggetto: Quadrupede
Collocazione: p. 361
Classificazione: Filosofia
IconClass: 47I21111
Datazione Stimata: 1621
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 22,5 x 15,5
Tag: testa, corna, Sittardus, Caius

Aristotele è l’unico autore antico a fornire una descrizione diretta del bonaso; Plinio il Vecchio, Claudio Eliano e Gaio Giulio Solino ne riprendono infatti la descrizione.
Nell'Historia Animalium (IX, 45), Aristotele lo descrive come un animale grande quanto un toro, ma più largo e robusto del bue. Se ne distingue soprattutto per la caratteristica criniera che dal collo si estende fino alle spalle, simile a quella del cavallo, ma dal pelo più morbido e ordinato. La criniera presenta una colorazione intermedia tra il grigio e il rosso-fulvo, mentre il mantello dell’intero corpo è fulvo.
Le corna sono nere e ricurve verso l’interno, quindi inutili al combattimento: : il bonaso si difende dandosi alla fuga e ricorrendo all’emissione di escrementi caustici.
Le immagini del bonaso derivano dalle tavole di Conrad Gessner: la testa è tratta dalla sua Historia animalium, mentre le tre rappresentazioni delle corna provengono dall’Appendice.
L’immagine del volto, nella quale le corna appaiono incurvate fino a formare un unico cerchio incompleto, fu inviata a Gessner dal medico tedesco di Norimberga Cornelius Sittardus (ca. 1500 - 1550/51).
Le raffigurazioni delle corna, viste frontalmente, posteriormente e lateralmente, furono invece inviate dall’Inghilterra dal medico e naturalista John Caius (1510 - 1573).
Come nelle altre tavole dell’opera, l’incisione è rifinita ad acquerello, tecnica che ne valorizza la resa descrittiva e mette in evidenza i dettagli anatomici dell’animale.
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Bibliografia:
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