Titolo Proprio: Bufalo, o bubalo comune
Autore: Ignoto
Soggetto: Quadrupede
Identificativo: 35 [3] 16-F.36
Collocazione: p. 366
Classificazione: Filosofia
IconClass: 47I21111
Datazione Stimata: 1621
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 14,5 x 18
Tag: bue selvatico, Belon, Aristotele,

Descrizione:

Aldrovandi riconduce il bufalo al genere dei buoi selvatici, sulla base della forma complessiva del corpo.
Nonostante la sua grande diffusione in Grecia e in Asia, osservata anche dal naturalista francese Pierre Belon (1517-1564), rileva come il nome con cui l’animale era conosciuto nell’antichità gli sia ignoto.
Respinge l’identificazione con il bubalo descritto da Aristotele, poiché, a differenza di quest’ultimo, che risulta timido, il bufalo è un animale audace, selvaggio e aggressivo, che si difende soprattutto a calci, poiché le sue corna sono inadatte al combattimento.
Ne descrive quindi i principali caratteri: è simile al bue, ma più grande e alto, con il corpo massiccio, la pelle dura, il mantello nero, corto e poco folto, e gli arti robusti. La testa, proporzionatamente piccola, è generalmente rivolta verso terra, mentre le lunghe corna nere e ricurve, rivolte all’indietro, costituiscono uno degli elementi più distintivi dell’animale.
Anche se questa volta l'Aldrovandi non ne fa una menzione esplicita, l'immagine è ripresa dall'Historiae animalium del naturalista svizzero Conrad Gessner (1516-1565).
Come nelle altre tavole dell’opera, l’incisione è rifinita ad acquerello, tecnica che ne valorizza la resa descrittiva e mette in evidenza i principali caratteri morfologici dell’animale.

Note:

Immagine aderente


Bibliografia:

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