Titolo Proprio: Montone con sei corna
Autore: Ignoto
Soggetto: Quadrupede
Collocazione: p. 397
Classificazione: Filosofia
IconClass: 47I2131
Datazione Stimata: 1621
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 12,5 x 16
Tag: Cardano, Vizzani, pecora,

Aldrovandi inserisce la pecora nel genere degli animali biforcuti (bisulci), sia sulla base dell’osservazione diretta sia sull’autorità di Aristotele, che ne descrive l’unghia anteriore divisa a forma di tenaglia. L’autore procede quindi nell’esame delle diverse caratteristiche anatomiche della pecora, soffermandosi su testa, corna, labbra, denti, stomaco, bile, milza, reni, astragalo, zoccoli, coda e vello.
In particolare, questa raffigurazione si inserisce nella trattazione dedicata alle corna.
Il testo di Aldrovandi ricorda che, sebbene normalmente i montoni presentino due corna, talvolta possono svilupparne un numero maggiore. Il medico Gerolamo Cardano (1501-1576) racconta di aver visto montoni dotati addirittura di quattro corna; Aldrovandi aggiunge a queste testimonianze l’immagine di un montone con sei corna, che gli era stata comunicata dal bolognese Giasone Vizzani. L’autore sottolinea così la varietà delle forme che le corna possono assumere anche all’interno della stessa specie. Le corna del montone sono generalmente ritorte e avvolte in spire, secondo una conformazione caratteristica dell’animale.
Come nelle altre tavole dell’opera, l’incisione è rifinita ad acquerello, tecnica che ne valorizza la resa descrittiva e mette in evidenza i dettagli anatomici dell’animale.
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Bibliografia:
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